Archivio per la categoria 'libridine'

26 mag

RISORGIMENTO DA RISCRIVERE (ed. Ares, 2007)

Pubblicato da luciano

 

Per celebrare il centocinquantesimo anniversario dell’unità d’Italia, l’apposito “Comitato celebrativo” presieduto dal venerabile presidente-emerito Carlo Azeglio Ciampi, sta spendendo qualcosa come 800 milioni di euro. È facile, anzi è doveroso celebrare la “patria” (questa “patria”…), quando si diventa ricchi grazie ad essa…

Per fortuna, al di là della retorica ufficiale, si moltiplicano anche le iniziative così dette “revisioniste”. C’è, insomma, anche chi la storia intende studiarla, analizzarla, capirla. Propongo allora la lettura di “Risorgimento da riscrivere” della storica (e amica) Angela Pellicciari, ed. Ares, 2007.

Scopriremo che l’unità d’Italia è stata realizzata a spese degli italiani e della loro identità storica, culturale e religiosa.

16 mag

ERO MASSONE (ed. Piemme euro 15,00)

Pubblicato da luciano

 

Non è una “dan brownata”. La sua è infatti una storia vera. Maurice Caillet (per chi mastica il francese: www.cailletm.com) ha fatto parte della massoneria per 15 anni. Asceso in poco tempo ai vertici della gerarchia di una delle logge più potenti del “Grande Oriente” di Francia, diventa “Maestro Venerabile” e conosce tutti i segreti dell’organizzazione: iniziazione, riti, giuramenti, trattamenti di favore, ma soprattutto l’intreccio con il potere e la politica, che lo porterà in breve a diventare un notabile del Partito Socialista francese. Candidato alle elezioni cantonali del 1973, gode del sostegno di Mitterand e si trova accanto a lui durante un incontro politico, quando vennero a sapere dell’assassino del “nostro fratello Salvator Allende, vero martire della democrazia e della massoneria”.

Darvinista, materialista, abortista e anticattolico, Maurice in tanti anni di massoneria vedrà di tutto: corruzione, negoziazione di promozioni ai vertici delle aziende e delle istituzioni, clientelismi, intimidazione di personaggi scomodi…

Un brutto giorno, la compagna con cui convive da anni si ammala gravemente e lo trascina con sé in un pellegrinaggio a Lourdes. Un pomeriggio, mentre lei è nelle piscine, Maurice, decide di andare a visitare la Grotta delle apparizioni. È solo per curiosità. Ma, lì dentro, per lo scettico e non credente, avviene qualcosa. Immediatamente il “Venerabile Maestro” della Loggia di Rennes cerca un sacerdote. Torna a casa determinato a lasciare per sempre la loggia massonica, ma da quel momento gli capita di tutto: minacce di morte, licenziamento per futili motivi e impedimento a continuare la carriera di medico. Viene inoltre messo ai margini del partito. Scena tipica di chi tradisce gli “immortali” principi di “Libertà, Fraternità e Uguaglianza”…

Oggi vive in Spagna, sotto protezione. La casa editrice Piemme ha pubblicato la sua vicenda.

14 apr

La rivoluzione impossibile, l’ultimo libro di Marco Tarchi

Pubblicato da luciano

La Roccia di Erec – Segnalazioni
Autore: Marco Tarchi (a cura di)
Titolo: La rivoluzione impossibile. Dai campi hobbit alla nuova destra
Edizioni: Vallecchi, Firenze 2010
Pagine: 480
Prezzo: euro 18


Cos’erano i campi hobbit e come si è manifestata l’ascesa politica attuale dei ragazzi che tra il 1977 e il 1980 parteciparono a quei tre «festival della giovane destra»? Quali erano gli ideali e perché si è rivelata una rivoluzione impossibile, quella iniziata in quegli strani raduni, dove il messaggio politico passava a suon di musica e spettacoli, tra tendopoli e mercatini? Hobbit/hobbit, fu il libro che di quei campi raccontò immediatamente dopo la loro conclusione, con la voce diretta (e interamente autoprodotta) dei protagonisti. Attorno a quel documento, per ricostruire il profilo di un’esperienza che fu in gran parte anche la sua personale, Marco Tarchi innalza una sapiente impalcatura storica basata su analisi scientifica e recupero di altre preziosissime fonti. La rivoluzione impossibile è il tassello mancante delle tante ricostruzioni proposte in questi ultimi anni del «fascismo degli anni di piombo»,  dove a emergere sarà il lato confuso e contraddittorio, ma anche luminoso e ludico, intriso di passioni e ambizioni ingenue e insieme costruttive, che fece da contraltare al versante oscuro, angosciato e incupito da impulsi cruenti e omicidi, così spesso descritto come il carattere dominante dell’«arcipelago nero» di quell’epoca. Un lato che talvolta si incrociò con l’altro, vi si confuse o ne fu sopraffatto, ma riuscì a prevalere in molti militanti che nella stagione più dura della guerra per bande nere e rosse non smarrirono né l’anima né il senno né la dignità.

24 gen

LETTERA AI BAMBINI

Pubblicato da luciano

LETTERA AI BAMBINI

È difficile fare
le cose difficili:
parlare al sordo,
mostrare la rosa al cieco.
Bambini, imparate
a fare le cose difficili:
a dare la mano al cieco,
cantare per il sordo,
liberare gli schiavi
che si credono liberi.

(Gianni Rodari)

30 dic

AUGUSTO DEL NOCE (Pistoia 11 agosto 1910- Roma 30 dicembre 1989).

Pubblicato da luciano

del noce due

(da Il Timone)

Nato a Pistoia nel 1910 e scomparso a Roma nel 1989, Augusto Del Noce si formò nell’ambiente culturale torinese, laureandosi nel 1932 con una tesi su Malebranche e aderendo all’antifascismo insieme ad altri esponenti della sinistra cristiana, come Felice Balbo, dalle posizioni del quale poi si distinse nettamente, soprattutto sulla base della convinzione dell’inconciliabilità tra cristianesimo e marxismo, motivo che diventerà dominante nel pensiero delnociano.

Considerando la filosofia di Cartesio come il momento iniziale della modernità, Del Noce ritiene che da essa si sia originato un filone speculativo che giunge sino a Hegel, a Marx e a Nietzsche, ovvero all’esito ateo e nichilista che caratterizza molta parte della cultura contemporanea: il razionalismo, nato con Cartesio, ignora i limiti della ragione stessa, si autofonda e finisce con il negare la Trascendenza. L’ateismo — scrive a questo proposito Del Noce — “è il termine conclusivo a cui deve necessariamente pervenire il razionalismo al punto estremo della sua coerenza”; si tratta di un ateismo che, a differenza di quello ottocentesco, rende impossibile la fondazione di qualsiasi morale; in ultima analisi, siamo di fronte a una filosofia che si autodistrugge e che distrugge le basi stesse della vita umana. Del Noce dedicò le sue energie migliori a dimostrare che il percorso che aveva condotto la filosofia da Cartesio a Marx si dimostrava fallimentare e drammaticamente pericoloso, e che pertanto si rendeva necessaria una rifondazione del pensiero in senso teologico e, dunque, cristiano.

Il marxismo — sostiene Del Noce — rappresenta bene l’approdo ateo del pensiero moderno e contemporaneo: infatti, esso pretende di negare non soltanto l’esistenza di Dio, ma anche il desiderio di Trascendenza che abita nel cuore dell’uomo, e pretende altresì di sostituirsi alla religione promettendo di realizzare la felicità su questa terra mediante un radicale cambiamento della società. A partire da queste analisi, Del Noce considerò assolutamente impossibile l’incontro tra marxismo e cristianesimo, e negli anni in cui, al contrario, molti auspicavano questo incontro, ciò gli costò una netta emarginazione da parte degli intellettuali cosiddetti progressisti e gli conferì, quando non pochi scommettevano sul “cattocomunismo”, le caratteristiche del profeta inascoltato.

Tuttavia, secondo Del Noce, esiste un altro volto della filosofia moderna e un altro percorso seguito dal pensiero postcartesiano: è la linea che, detto in estrema sintesi, conduce a Rosmini e Gioberti, passando attraverso Malebranche e Vico; una linea che permette di recuperare positivamente il pensiero cattolico italiano dell’Ottocento, ingiustamente trascurato nella foga di cercare di realizzare un impossibile dialogo con le filosofie atee e materialiste, tra le quali, come si è visto, spicca il marxismo. Soltanto la ripresa di una genuino pensiero di ispirazione cattolica potrà fungere da antidoto contro la secolarizzazione che contraddistingue la società contemporanea e che, a giudizio di Del Noce, è figlia dell’innaturale connubio tra ateismo comunista e ideologia borghese, uniti nel combattere la verità della religione cristiana e votati a condurre l’umanità verso il baratro del nichilismo.

Le seguenti considerazioni, scritte da Del Noce nel settembre del 1975 sul quotidiano della Democrazia Cristiana, “Il Popolo”, sintetizzano bene alcuni tratti del suo pensiero e, rivelandosi davvero profetiche, mantengono pure un’indiscutibile attualità: “Nell’ultimo quarto di secolo si è svolto quel Kulturkampf, cioè quella lotta della cultura contro il pensiero cattolico che Gramsci auspicava… È stata la lotta maggiore che l’Italia abbia conosciuto. È riuscita? Parzialmente, certo: il cangiamento delle valutazioni morali nel costume, ecc. che si è avuto in questi venticinque anni, è eccezionale. Non dirò che sia stato sempre negativo e che certe incrostazioni non meritassero di cadere: tuttavia, bisogna pur riconoscere che non si è trattato di una purificazione dei pensiero e della morale cattolici, ma di una loro eversione. Pensare a un «aggiornamento» come a un’adeguazione al «nuovo» sarebbe una di quelle tante sciocchezze senza pari che conoscono oggi un’incontrollata circolazione.

Il successo però è stato soltanto parziale. Non si è formata una nuova coscienza marxista o illuminista o che altro dir si voglia, ma si è determinato soltanto un vuoto degli ideali. Se nella parte cattolica la confusione è oggi eccezionale, non si può però dire che le tendenze neomodernistiche, progressistiche, ecc., abbiano trionfato: si ha l’impressione, anzi, che stia cominciando il declino della loro fortuna. Ritorno ai principi: questa è la formula di ogni rinascita religiosa. Per un partito che, per aconfessionale che sia, è tuttavia composto per la massima parte da cattolici, non si può pensare a un risveglio politico che sia separabile da un risveglio religioso… Bisogna tuttavia ammettere che l’intensità dell’attacco ha fatto sì che questi principi si sono, nella coscienza comune, oscurati; abbiano, anzi, subito un oscuramento quale mai antecedentemente si era avuto.

Penso che possano essere ritrovati solo per via negativa; solo attraverso una critica rigorosamente razionale, dall’interno, delle posizioni avverse; una crltica, si intende, che riconosca la loro serietà. In primo luogo, per la sua impostazione, della cultura gramsciana”.

 

Ricorda

“Esistono due interpretazioni del nostro tempo che condizionano tutti i giudizi particolari, l’illuministico-massonica (nelle sue varietà) e la marxistica, entrambe false. Si tratta di uscire da questa ‘falsità condizionante’ ma i passi in questa direzione sono stati per ora assai scarsi. Gravissime soprattutto le colpe dei cattolici che dopo il ‘60 hanno pensato dl ‘aggiomarsi’ facendo proprie le tesi dell’una o dell’altra di queste linee. Col risultato di mettere nella difficoltà di credere”. (Augusto Del Noce, lettera a Rodolfo Quadrelli dell’8 gennaio 1984, in Litterae Communionis, feb 1994, p. 11).

 

Bibliografia

A. Del Noce, Il problema dell’ateismo, Il Mulino, Bologna 1990.

A. Del Noce, I cattolici e il progressismo, Leonardo Editore, Milano 1994.

A. Del Noce, Il suicidio della rivoluzione, Rusconi, Milano 1978.

A. Del Noce, Il cattolico comunista, Rusconi, Milano 1981.

R. Buttiglione, Augusto Del Noce. Biografia di un pensiero, Piemme, Casale Monferrato (AL) 1991.