Archivio per novembre, 2010

30 nov

mercoledì ore 20,30 www.radiotreccia.it

Pubblicato da luciano

IGNAZIO CASTAGLIUOLO A LA LINEA ZOTICA

 

 La crisi della politica, la morte dei partiti tradizionali, il populismo, i nuovi strumenti di partecipazione democratica, le emergenze del Comune di Forio, le prossime elezioni amministrative, il referendum sul Comune Unico. Sono i temi che saranno affrontati mercoledì sera a partire dalle ore 20,30 in diretta su www.radiotreccia.it a LA LINEA ZOTICA (IN CASO DI NECESSITA’ ROMPERE IL VETRO) il programma condotto da Luciano Castaldi. Ospite in studio il dott. Ignazio Castagliuolo dell’ass. IL VOLO. Come sempre è possibile partecipare con commenti, opinioni, domande scrivendo sulla home della radio, oppure all’indirizzo mail: luciano.castaldi(chiocciola)ischia.it.

28 nov

Referendum/ Un’occasione per risvegliare le coscienze? (di Claudio Petroni)

Pubblicato da luciano

Caro Luciano,

la tua analisi sullo stato in cui versa Forio è lucida e impietosa… ma verissima! Tuttavia non credo che il comune unico sia la soluzione, anzi… Proverò a spiegarti il mio punto di vista: il “pantano putrescente” a cui assomiglia Forio non è che il frutto del degrado morale in cui versano i suoi cittadini. Quando parlo di degrado morale mi riferisco alla carenza di etica pubblica, di senso civico e di rispetto per tutte quelle norme e consuetudini che sono alla base della convivenza civile: queste cose, che susciteranno ilarità in qualche nostro concittadino che leggerà, fanno la differenza tra una società civile ed un’orda barbarica!
La differenza tra una società in cui è garantita la libertà di tutti sotto l’ombrello della legge (sub legem libertas), ed una in cui i furbi ed i prepotenti si fanno forti dell’anarchia o, peggio, della corruzione di chi dovrebbe vigilare!
Traduco: LA CLASSE DIRIGENTE CHE ESPRIME FORIO NON E’ MIGLIORE, Nè PEGGIORE, DEL LIVELLO MEDIO DEI SUOI CITTADINI!!!
Urgesi quindi una crescita civile di noi cittadini (solo così non vincerà per sempre il clientelismo!) e leggi nazionali più efficaci nel contrastare la corruzione e nel responsabilizzare gli amministratori locali…
Non vedo quale valore aggiunto apporterebbe il comune unico a questa causa! Anzi, a Forio accrescerebbe il degrado morale e materiale perchè non diverebbe altro che la periferia ovest di Ischia o, peggio, il suo quartiere dormitorio…
Sono d’accordo con te sulla necessità di “sprovincializzare” il confronto politico al fine di elevarlo, ma ritengo che possa essere utile in tal senso il passaggio del comune di Forio tra quelli con popolazione superiore a 15000 abitanti: si voterà col sistema elettorale con eventuale ballottaggio al secondo turno; e scenderanno in campo i partiti politici nazionali. Non ci sarà più spazio per liste civiche improvvisate, dalle idee confuse, dove c’è tutto ed il suo contrario, auto-referenziali, che nascono a San Montano e muoiono a Punta Chiarito, ritrovo ideale per chi vuole fare politica senza troppi impegni valoriali per potersi così vendere al miglior offerente alla prima occasione…
Così come concordo con te sulla necessità che alcuni servizi vengano gestiti collegialmente dai comuni isolani… ma non c’è bisogno di perdere la nostra autonomia amministrativa, basta fare l’unione dei comuni!
In ogni caso… ben venga il referendum!!! Chissà che la paura di perdere la nostra autonomia non risvegli le coscienze intorpidite dei cittadini di Forio… questo almeno è il mio auspicio.
Claudio Petroni

 

28 nov

AMO FORIO, PERCIO’ DICO CHE (FORSE) E’ MEGLIO IL COMUNE UNICO

Pubblicato da luciano

di Luciano Castaldi

Se mai ci sarà, al referendum per il Comune Unico dell’isola d’Ischia, pur tra qualche perplessità e molta tristezza, voterò “si”. Gli argomenti migliori che mi spingono a questa sofferta determinazione me li hanno offerti in questi giorni i redivivi consiglieri comunali di minoranza di Forio che, in un manifesto fatto affiggere sulle cantonate del paese, parlano di un sindaco fallimentare, di un territorio abbandonato, di sperequazione tra le tasse a carico dei foriani e quelle del resto dell’isola, di privatizzazione delle spiagge, di mali foriani endemici e apparentemente incurabili. Gli esponenti della minoranza temono (ohibò!) che, con il Comune Unico, Forio possa essere cancellata dalla “cartina geografica”. Ma chi e come dovrebbe curare i mali all’ombra del Torrione? Chi dovrebbe assicurare la rinascita della nostra Comunità? I firmatari del manifesto? Suvvia!!!

A chi teme la scomparsa di Forio rispondo che purtroppo questa è molto più di una triste prospettiva. Il Paese non c’è più da molto tempo. Ed è emblematico che nessuno dei suoi attuali leader politici se ne sia accorto.  Questi signori sembrano fare come quel killer che portò la torta di compleanno a casa del caro estinto…

È vero, non è mai esistita una sua “ètà dell’oro”, ma negli ultimi cinquant’anni, Forio è stata irresponsabilmente sepolta sotto una montagna di degrado morale e materiale. Forio è stata coperta da una valanga di cemento e abusivismo edilizio, di egoismo e strafottenza, di volgarità e cafonaggine. Forio è stata cancellata dall’insipienza e dall’incapacità della sua classe dirigente. Forio è stata distrutta dai foriani… che l’hanno ridotta a un’enorme cafon valley con le strade più sgarrupate e sporche dell’isola, un traffico da megalopoli asiatica, i monumenti e le altre splendide testimonianze del passato che cadono a pezzi, le scuole peggiori, infrastrutture carenti o inesistenti, opere pubbliche inutili e a volte persino dannose, un corpo sociale in putrefazione… una casta al potere che si sente onnipotente, e i suoi bei primati (di cui molti vanno pure fieri): il maggior numero di autonoleggi, sale giochi, pub, baracche, slot machine, furti, rapine… Chi vuole farsi un’idea di come è oggi ridotta Forio non deve fare altro che passeggiare per Via Cava delle Pezze: macchine e motorini ovunque e gente in fila per giocare la “bolletta”…

Forio è ridotta come il suo raggio verde: a un’illusione ottica. E se certamente ancora resiste una certa idea di Forio, resiste solo nel cuore di qualche romantico come me, fuori dal tempo e, forse, fuori di testa.

Cari miei, Forio non c’è più e sopravvive solo la sua bruttissima copia. Potrà forse risorgere, ma solo in un contesto superiore, capace finalmente di valorizzare la sua identità, la sua storia, la sua cultura, le sue chiese, il suo patrimonio artistico e culturale, i suoi vicoli, il suo borgo medievale, i suoi palazzi, la sua natura e le sue spiagge. Cioè tutte quelle cose che noi foriani abbiamo rovinato. E appare ridicolo tutto questo “campanilismo” (sentimento bello e nobile, se non si trasforma in risentimento) sopra le rovine del campanile.

Se è vero che Franco Regine incarna la perfetta sintesi di un periodo storico iniziato negli anni ’70 caratterizzato dalla superficialità, dalla fanfaronaggine, dall’assenza di idee, dalla mancanza di una visione strategica, dall’incapacità di assumere decisioni forti… beh, i suoi oppositori non sono stati (e non sono) da meno.

Penso perciò che le ragioni a favore del Comune Unico siano infinitamente superiori a quelle di quanti vi si oppongono adducendo quasi sempre motivazioni dettate dal cuore più che dal cervello. Certezze assolute non ce ne sono, ma paradossalmente ritengo che il miglior modo per dare risposte concrete a quei sentimenti di “forianitudine” genuini e sinceri possa forse essere proprio il comune unico. Se veramente vogliamo salvare quel che resta di Forio, il suo territorio, la sua storia e la sua piccola identità, è urgente rompere con la sua deprimente attualità politica e culturale fatta di clientelismo, di giochi di potere e di sprechi. Il Comune Unico certamente non darà vita al paradiso. Ma nemmeno alla puzzolente fogna attuale. Molti problemi continueranno a esserci. Ma almeno avremo uguali diritti e doveri per tutti: per i tassisti e per i vigili urbani, per chi parcheggia nelle strisce blu e per chi apre un’attività commerciale… Soprattutto avremo una sprovincializzazione del confronto civile, una migliore selezione della classe dirigente, un sistema amministrativo più forte e autorevole.

Il rilancio di Forio e dell’intera isola passa necessariamente attraverso una strategia comune su questioni vitali come la depurazione, il traffico, la promozione turistica, l’assetto urbanistico, il diritto alla casa, il dissesto idrogeologico, i servizi sociali. Da soli non ce la facciamo. Siamo deboli, piccoli, miopi e sciocchi. Abbiamo bisogno di più ossigeno. Di respirare aria fresca e pulita. Abbiamo bisogno di uscire dal pantano putrescente delle beghe paesane per nuotare in mare aperto. Meglio allora provare a nuotare – e forse annegare – nel grande mare del Comune Unico, che farsi sbranare dai pescecani della piccola politicuzza paesana.

No, nel futuro, non c’è spazio per i Regine e nemmeno per i suoi attuali oppositori (nonché ex compagni di merenda…). Non c’è spazio per il peggiore passato. Perlomeno è questa la speranza, in questi nostri giorni amari nei quali è diventato difficile anche sperare, figuriamoci sognare. Perché il sogno ci sarebbe: una Forio capace di autogovernarsi e che non marcisce sulle sue stesse macerie.

27 nov

dalla Piazza al Piazzale

Pubblicato da luciano

Commentando il lavoro di Guido Bertolaso, il nuovo capo della Protezione Civile prefetto Franco Gabrielli ha opportunamente ricordato come gli italiani (cioè noi tutti) sono insuperabili nell’arte di passare velocemente “da Piazza Venezia a Piazzale Loreto”. I famosi 45 milioni di fascisti che diventano 45 milioni di antifascisti (Fini docet). Ebbene, penso che ciascuno di noi (nel suo piccolo quotidiano) abbia sperimentato, dopo l’adulazione imbarazzante di certi pseudo “amici”, il piscio sul proprio cadavere. “Cadavere” metaforico, s’intende.

25 nov

mercoledì ore 20,30 www.radiotreccia.it

Pubblicato da luciano

IGNAZIO CASTAGLIUOLO

(ass. IL VOLO)

ospite de

LA LINEA ZOTICA

(in caso di necessità rompere il vetro)