23 ago

IL PAESE ALL’INCONTRARIO

Pubblicato da luciano

PROPONGO QUI A” BENEFICIO”  (beh, consentitemi di darmi un po’ di arie…) DI QUANTI SE LO AVESSERO PERSO E DEGLI AMICI DI ISCHIABLOG CHE, DOPO IL COPIAINCOLLA, DARANNO VIA AL CONSUETO STILLICIO DI ANONIME (E PERCIO’ DOPPIAMENTE SQUALLIDE) SECCHIARE DI… FANGO CONTRO IL SOTTOSCRITTO, IL MIO COMMENTO DI SABATO SCORSO PUBBLICATO SUL QUOTIDIANO DI ISCHIA E PROCIDA “IL GOLFO”. BUONA LETTURA A TUTTI.

di Luciano Castaldi

Giuro che vorrei evitare di “cadere in tentazione”. Ma proprio non ce la faccio. La carne è “debole”. E lo spirito pure. Perciò, pur consapevole di finire impigliato in nuove occasioni di “peccato” (e c’è poco da ironizzare: non vi dico i pensieri e le parolacce che mi vengono…), non posso fare a meno di sorbirmi le sortite di certi uomini del potere la cui ipocrisia è pari solo alla propria ingordigia.

OH, PER BACCO: DICASI SOLIDARIETA’

Che bello vivere nel mondo della fantasia!!!

Che bello sentir parlare i nostri rappresentanti nientemeno che di “solidarietà”, di “diritti” e (oibò!) di “doveri”!

Che angioletti! Sembrano così convinti di quel che dicono che, quasi quasi… ti vien voglia di applaudirli. Sì, sapete perché? Perché mi ricordano una bellissima favola di Lidia Raveri dal titolo emblematico: “Il paese all’incontrario”.  “Eseap” è un paese molto ma molto particolare, nel quale tutto funziona alla rovescia: le case hanno le ruote e nelle auto ci si abita, i topi fanno le fusa e i gatti sguazzano nelle fogne…

Una amabile ma efficace critica alla società dei consumi, al turismo di massa, all’arroganza del potere e alla stupidità del conformismo.

Ancora meglio Vivian Lamarque, una poetessa italiana, che ha pubblicato una più pertinente (per il ragionamento che provo a fare) raccolta di favole: “Mettete subito in disordine”. Anche qui siamo in una città all’incontrario: Oirartnoc. Una città dove le mamme la sera urlano ai loro figli di mettere tutto in disordine, se no guai a loro. Una città dove i ricchi sono poveri e i poveri sono ricchi. Dove la neve invece di scendere sale… Dove non solo le strade luccicano, ma non trovi per terra nemmeno un biglietto dell’autobus, neppure mezzo, neppure una cicca di sigaretta, niente di niente. Nemmeno nell’erba dei giardini trovi niente. Neppure una lattina, neppure una bottiglietta. A Oirartnoc le zanzare non hanno mai (ma mai, mai!) dato un morsetto ai bambini, neppure mezzo, neppure per sbaglio. Le multe? E che roba è?

Perciò… quando i nostri amministratori parlano di solidarietà, di “rendere fruibile” e blabla (e noi stentiamo a capirli), forse è perché pensano l’incontrario.

IL PAESE CON L’ESSE DAVANTI

Un altro grandissimo autore di letteratura per ragazzi, Gianni Rodari, scrisse invece “Il Paese con l’esse davanti”. Il protagonista, Giovannino Perdigiorno, viaggia, viaggia arriva nel paese con l’esse davanti. Qui il temperino è uno stemperino, perché fa ricrescere le matite quando sono consumate, anziché temperarle. Poi c’è lo staccapanni: non bisogna attaccarci niente, c’è già tutto attaccato. Se avete bisogno di un cappotto andate lì e lo staccate. Chi ha bisogno di una giacca, non deve mica comprarla. Nooo! Va allo staccapanni e la stacca. E poi? Poi c’è la fotografia che fa le caricature, così si ride. Infine c’è lo scannone che è il contrario del cannone. È facilissimo adoperarlo, perché se c’è la guerra, i bambini suonano la stromba e la guerra è subito disfatta.

Mi rallegro. In fondo, anch’io vivo nel paese con l’esse davanti! Ci sono le “sprivatizzazioni” delle spiagge… le svigiline… le sleggi…  e gli spolitici che… si nascondono dietro cause alte e nobili per strumentalizzare le persone più sfortunate. Capito che tronzi? (la esse qui non serve!).

CECHI NON CIECHI

A metà settimana “Il Golfo” ha titolato a tutta pagina: “Sbarcano a Ischia i turisti cechi”. Beh, compro i giornali a prima mattina per cui… un po’ distratto mi è capitato di leggere “ciechi” e subito ho pensato: se vengono dalle mie parti, almeno risparmiamo loro lo “spettacolo” della solidarietà a pagamento, dell’immondizia per le strade, della mucillagine, degli scempi delle nostre coste e così via. Ma era scritto cechi. Per (s) fortuna.

LA FORZA DELLA TELEVISIONE

Povera Sicilia! La culla della “Magna Grecia”. “L’isola continente”. L’isola della cultura, degli arabi, dei normanni, della filosofia, della musica, degli agrumi, dell’arte, dei cannoli, del marsala, del vino, della pasta con le sarde e degli arancini… L’isola di Luigi Capuana, Giovanni Verga, Giuseppe Tommasi di Lampedusa, Luigi Pirandello, Salvatore Quasimodo, Elio Vittorini, Leonardo Sciascia e… Franco Battiato… viene presa di mira da un’agenzia di viaggi che così la propone al “grande pubblico”: “Sulle tracce di Montalbano”. Montalbano???? Sì, Montalbano, proprio lui. Il “commissario”. Il personaggio televisivo tratto dai romanzi di Andrea Camilleri, lo scrittore che non dice nulla, ma lo dice bene. Quello che viene imitato da Fiorello e che è oramai più citato di Norbetto Bobbio perché è ben schierato politicamente. Chissà se romanzi del genere fossero scritti da “sporchi reazionari” come reagirebbe la critica “illuminata”. Mah…

Ebbene anche a Ischia c’è da preoccuparsi. E non poco.

Ma ci pensate?

E se per pubblicizzare Ischia a qualcuno venisse in mente di sfruttare alcuni recenti prodotti televisivi legati al nostro “scoglio”? Oddio noooo!!! Ci ritroveremmo con slogan tipo “Sulle orme di Bud Spencer” o, che ne so, “Dietro le marachelle di Alvaro Vitali”… (ops… scusatemi sono stato ancora una volta cattivissimo! Mea culpa, mea culpa, mea maxima culpa…).

3 Commenti »

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3 Risposte a “IL PAESE ALL’INCONTRARIO”

  1. ORNELLAR. dice:

    Mi piace… Forse perchè non sono dell’isola d’Ischia?…

  2. luciano dice:

    direi di no

  3. Giovanni dice:

    Interessante articolo. Ischia ha perso tutto ma non basta vuole ancora di piú. Avanti tutta… Boom.

    Mi raccontando di ottimi prodotti alle feste patronali, bancarelle colem di PLASTICA… Per poi piangere quando Linea Verde mostra l’ultimo produttore di cestini di vimini. Il film si chiama “Morte lenta, sulle s-tracce di un passato s-golorioso”

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