Archivio per luglio, 2010

17 lug

Giovanni Lindo Ferretti. Partigiano dell’infinito da Togliatti a Benedetto XVI

Pubblicato da luciano

 

 

Giovanni Lindo Ferretti è artista e testimone del proprio tempo fra i più significativi nella cultura italiana del secondo dopoguerra. Il suo impegno in canto, scrittura, teatro e dibattito pubblico lo ha reso importante punto di riferimento per differenti platee: punk degli anni ‘80, giovani di sinistra smarriti nei ‘90, cattolici ferventi e neoconservatori nell’ultimo decennio. La sua svolta politica dal comunismo più o meno eretico a posizioni di destra e il ritorno in seno alla Chiesa di Roma hanno diviso i suoi estimatori e più di un orfano di sinistra ha parlato di tradimento, opportunismo, addirittura follia. Questo libro non solo racconta i principali eventi della sua vita romanzesca, ma fa luce sulla figura pubblica ricostruendone il percorso artistico-politico attraverso parole cantate, scritte o dichiarate in interviste. Sullo sfondo le vicende storiche e le visioni del mondo delle due grandi famiglie da lui frequentate: quella comunista e quella cattolica

11 lug

SCANDALI PRESUNTI

Pubblicato da luciano

Un altro caso di character assassination, di distruzione della personalità a mezzo stampa. Il tentativo di distruzione di un uomo, il cardinale Godfried Danneels; e con lui dell’intera Chiesa belga. I meccanismi sono i soliti, riconoscibilissimi. Affiancare al nome dell’arcivescovo e alla Chiesa belga le parole “inchiesta” e “pedofilia”; dare notizie false il giorno prima senza smentirle il giorno dopo; fornire notizie imprecise senza rettificarle. La beffa è che la magistratura ordinaria non aveva avviato alcuna indagine sui casi di pedofilia riguardanti membri del clero belga, perché tutti casi remoti nel tempo e quindi prescritti. Se la legge dello Stato soprassedeva, non così la Chiesa belga, che nel 1998 nominava una commissione indipendente d’indagine incaricata di raccogliere casi. Era quindi la Chiesa che si muoveva per prima desiderando fare verità.

Fino al blitz del 24 giugno scorso. Che La Repubblica titolava: «Pedofilia, la polizia dai vescovi belgi», con le tre parole sapientemente accostate: pedofilia-polizia-vescovi, come se questi ultimi fossero sotto inchiesta come presunti pedofili. E proprio così, in modo del tutto errato, esordiva Andrea Bonanni da Bruxelles: «La magistratura mette sotto inchiesta i vertici della Chiesa belga». Il quotidiano definiva la perquisizione – quasi un sequestro durato nove ore dei vescovi belgi riuniti in assemblea – «anti pedofilia», suggerendo tra le righe che l’intera Chiesa belga sia sospettata, o comunque complice di pedofili. Venivano perfino aperte le tombe di due arcivescovi, senza suscitare particolare stupore, figuriamoci indignazione, nella stampa nazionale.
Riassumiamo.

Si scrive che l’ex primate del Belgio, il cardinale Danneels, tra l’altro per anni presentato come “progressista” ed elogiato per le sue aperture, specialmente in campo sociale, sia «sotto inchiesta». Non è vero, ma non compare alcuna rettifica. Si adombra che la Chiesa belga abbia chissà che cosa da nascondere, quando invece il materiale sequestrato è stato accumulato in oltre dieci anni di lavoro indipendente, mentre la magistratura non faceva niente.

La stile, assai italiano, è questo. Un esempio lampante è sui video di tutte le redazioni la mattina del 3 luglio. L’agenzia France Press alle 10.34 lancia una notizia con questo titolo: «Belgio: il ministro della giustizia disapprova il metodo brutale della polizia». Tutto il lancio riguarda la perquisizione del 24 giugno, i 450 dossier sequestrati, le dimissioni della commissione che li aveva raccolti sotto la garanzia, data alle vittime, di restare anonime. Nulla su Danneels. Alle 13.34, esattamente tre ore dopo, l’Ansa “traduce” e ribalta con questo titolo: «Belgio; stampa, cardinal Danneels presto da giudici. Sarà sentito su “silenzi” su abusi sessuali Chiesa belga». Alla denuncia del ministro viene concessa una riga, l’ultima.

Ma il peggio deve ancora venire. 7 luglio, Repubblica: «Il cardinale nascose dossier sul “mostro”». Corriere della sera: «Il dossier segreto su Dutroux nell’arcivescovado del Belgio». Stampa: «Foto del caso Dutroux tra le carte dell’Arcivescovado». Terribile, si lascia sospettare una qualche complicità. O almeno omertà della Chiesa con il tristemente famoso mostro di Marcinelle. In realtà ben tre dvd di documentazione erano circolati tra i giornalisti nel 2004; uno di questi era stato inviato all’Arcivescovado dal foglio satirico anglofono The Sprout, finendo poi negli scantinati, dove l’avrebbe trovato la polizia. Una bufala; ma nessun giornale rettificava.

Ma lo volete il peggio del peggio? Ieri, il Giornale: «Nel computer del cardinale c’è la foto di una bimba nuda». Il Riformista: «Foto shock nell’inchiesta belga. Bimba nuda nel pc del Cardinale». Questi i titoli terrificanti. La foto però è stata scaricata automaticamente nei file temporanei durante una visita sul sito della televisione Vrt, spiegavano ieri dalla Procura, e faceva parte di una serie di istantanee legate ad un concorso per artisti dilettanti.

Vescovi “sequestrati” per nove ore; tombe violate; foto per nulla segrete spacciate per tali; foto finite casualmente in un file temporaneo divengono ulteriore fango schizzato addosso al cardinale. Il quale mantiene una calma esemplare. Il suo portavoce, Hans Geybels, afferma che «si mantiene saldo come una roccia, con un atteggiamento di fermezza avendo la coscienza tranquilla». Sulla coscienza di chi, in queste ore, sta scientificamente martellando la Chiesa, operando una lucida disinformazione, preferiamo non fare commenti.

 
Umberto Folena
11 lug

ASINI

Pubblicato da luciano

di Luciano Castaldi

Leggo su “Libero” di mercoledì 7 luglio un interessante reportage sul potenziamento della raccolta differenziata in numerose località turistiche italiane. Non mancano gli esempi virtuosi: a Senigallia, Pietra Ligure, Val di Ferme, Marsala, Alcamo, Erice, Castellammare, S. Vito lo Capo, Barga, Sorrento, Castelbuono percentuali altissime di differenziazione dei RSU. L’arrivo dei turisti non rappresenta un problema, poiché si è pensato ovunque di potenziare i servizi con più cassonetti, più uomini, più mezzi. Interessante è il caso di Castelbuono, nel cuore delle Madonnie. La particolare conformazione del territorio, con strade strettissime, pendenze mozzafiato e abitazioni concentrate in spazi ridottissimi, ha costretto gli amministratori locali a scatenare la fantasia. Qui la raccolta dei rifiuti avviene attraverso l’utilizzo degli asini. Un sistema ecologico e molto conveniente. Un asino costa non più di mille euro (a fronte dei 25mila previsti per l’acquisto di un furgone) e, soprattutto, non ha bisogno di speciali patenti per essere “guidato”.

Strano!

A Forio è da almeno 20 anni che abbiamo affidato la soluzione del problema agli asini. Ma, chi sa perché, i risultati non sono gli stessi…

5 lug

Mancuso chiede il suicidio alla Sposa di Cristo

Pubblicato da luciano

Chiesa prostrata dall’anarchia. Non basta a Mancuso (e a chi vuole distruggerla)

“Albero che cade dàgli dàgli”, con questo detto popolare e insieme girardiano si può perfettamente circoscrivere l’attività di Vito Mancuso, tarlo della Chiesa cattolica. In un articolo apparso su Repubblica il noto filosofo animista chiede alla Sposa di Cristo di autodistruggersi e lo fa perché la vede debole e indifesa: fosse stata trionfante, avrebbe brigato per diventare cardinale e certo ci sarebbe riuscito, insinuante com’è. Stiamo vivendo un assalto al cristianesimo e sottolineo cristianesimo perché si attacca la Chiesa per negare Cristo, per liberarsi dei dieci comandamenti e pure dell’undicesimo (non c’è traccia di amore in un Mancuso che incoraggia le delazioni), per fare del Vangelo carta da cesso o da libero esame, la medesima cosa. La mia amica commercialista mi dice che i clienti disertano l’otto per mille, facciamoli morire di fame questi pedofili; i magistrati belgi profanano le cattedrali a colpi di martelli pneumatici; i tribunali americani vogliono portare il Papa alla sbarra. Che cosa sarà mai Mancuso di fronte a tutto ciò? Giusto la foglia intellettuale di fico degli ateisti che leggono Repubblica e che, immaginando la Chiesa come Umberto Eco e Dan Brown l’hanno immaginata per loro, fremono di sdegno quando leggono che Benedetto ha “pubblicamente umiliato il cardinale Schönborn” costringendolo “a una conciliazione forzata con il cardinal Sodano”.

Pensate un po’ quale tremenda tortura medievale ha dovuto subire il cardinale in carriera: chiedere scusa a un collega ultraottantenne e pensionato sul quale aveva pubblicamente gettato fango per la gioia dei giornalisti. Al lettore di Mancuso piace ignorare l’anarchia che regna nella Chiesa: i preti si vestono come gli pare e quindi da pastori protestanti (clergyman o peggio), sindacalisti Cisl o animatori di villaggi vacanze a basso costo, impipandosene degli infiniti richiami alla dignità dell’abito ecclesiastico prima wojtyliani ora ratzingeriani; la comunione nella gran maggioranza dei casi continua a essere data alla maniera luterana, ostia in mano, anche qui a dispetto dell’esempio petrino; i seminaristi anziché sui Padri si formano su Erri De Luca (pagina 171 di “Vita da preti” di Carlo Melina, Vallecchi); i vescovi calpestano l’Ordinamento del Messale Romano commissionando nuove chiese senza inginocchiatoi, senza crocefissi e con tabernacoli disassati o peggio nascosti; i frati ad Assisi negano l’esistenza del peccato originale (“la sola parte della teologia cristiana che possa davvero essere provata”) protetti dal lassismo o dalla complicità dei superiori.

Mancuso è rimasto sorpreso per la paterna correzione del Papa nei confronti di Schönborn, sono rimasto sorpreso anch’io, è proprio vero che la Chiesa è sorretta dallo Spirito Santo, altrimenti come potrebbe ottenere qualche minimo risultato un sant’uomo isolato in una curia di fatui, vanesi, ignoranti, rampichini, tifosi juventini, i soggetti meno mistici che si possano immaginare.
All’inizio ho usato l’aggettivo “girardiano” perché Vito Mancuso è una voce della folla in preda a “crisi mimetica”, la gigantesca intuizione di René Girard per descrivere il delirio di imitazione e invidia che periodicamente imbestia i pagani e non soltanto loro se ben due dei dieci comandamenti mosaici sono impegnati a contenere il desiderio: Non desiderare la roba d’altri, non desiderarne la donna. La cosiddetta pedofilia è il pretesto sollevato da plebi dedite alla pedofobia (contraccezione, selezione genetica, aborto) per distruggere la Chiesa la cui bellezza è uno scandalo, la cui origine divina suscita brama di saccheggio e stupro.

Le croci vengano abbattute, le campane tacciano, le cattedrali diventino musei e centri commerciali: qualcosa che dura da duemila anni risulta insopportabile a chi non riesce a camparne cento. La Chiesa è freno e quindi sembra ostacolo, opponendo la legge naturale alla tecnica cieca, incarnando il katechon (per dirla con san Paolo e Carl Schmitt) ovvero la diga che impedisce il dilagare dell’Apocalisse. Dice Emanuele Severino che “un tempo il precetto era: seguire la verità. Oggi non si crede più in essa, resta lo scontro fra le forze”. Quando Mancuso bombarda il magistero è per sostituirlo con la dittatura dei sondaggi, della finanza e dei laboratori scientifici. Quando parla utilizza il linguaggio del linciaggio, il lessico seriale della massa fanatizzata dai media, e non sa far altro che accusare e aizzare. Perché “Satana è l’altro nome della tendenza all’estremo”.

 - FOGLIO QUOTIDIANO

di Camillo Langone