Archivio per maggio, 2010
LUNEDI ORE 21,00 WWW.RADIOTRECCIA.IT
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TORNA LA DIRETTA DE LAVOCEDELLAFOGNA… OSPITE IN STUDIO L’AVV. PAOLO RIZZOTTO:
GIUDICI DI GUERRA E PACE
CONFERENZA SULLA SINDONE
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Venerdì 4 giugno 2010 ore 20,00 presso il Santuario del Soccorso a Forio conferenza del dott. Ciro Di Sarno 
LA SINDONE
RISORGIMENTO DA RISCRIVERE (ed. Ares, 2007)
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Per celebrare il centocinquantesimo anniversario dell’unità d’Italia, l’apposito “Comitato celebrativo” presieduto dal venerabile presidente-emerito Carlo Azeglio Ciampi, sta spendendo qualcosa come 800 milioni di euro. È facile, anzi è doveroso celebrare la “patria” (questa “patria”…), quando si diventa ricchi grazie ad essa…
Per fortuna, al di là della retorica ufficiale, si moltiplicano anche le iniziative così dette “revisioniste”. C’è, insomma, anche chi la storia intende studiarla, analizzarla, capirla. Propongo allora la lettura di “Risorgimento da riscrivere” della storica (e amica) Angela Pellicciari, ed. Ares, 2007.
Scopriremo che l’unità d’Italia è stata realizzata a spese degli italiani e della loro identità storica, culturale e religiosa.
Questa sera ore 20,00 a Forio conferenza sulla tossicodipendenza
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Negli ultimi anni, se si eccettuano le notizie di cronaca nera, è calata una puzzolente coltre di silenzio sulla diffusione della droga. Saluto perciò con grande piacere l’iniziativa di Don Pasquale Mattera, che ha organizzato per questa sera (ore 20,00 Basilica di S. Maria di Loreto Forio) un’interessante conferenza del …dott. Raffaele De Siano. Porteranno la loro testimonianza alcuni giovani della Comunità “Salva72”. (L.C.)
RAPACI (un mio articolo dello scorso anno… ma attualissimo)
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RAPACI
di Luciano Castaldi
Aggiungono il settimo posto a tavola?
Buon appetito! Mi verrebbe da esclamare!
Condizionale d’obbligo e soprattutto scuse immediate: dire panepane evinoalvino è scorretto politicamente e già mi sembra di leggere le reazioni indignate dei lavapavimenti del Sinedrio… (mi sembra anzi di sentirli: “Com’è irritante questo Luciano Castaldi! Ma chi si crede di essere il “profeta Isaia”?).
Ritiro subito quindi.
La sapete l’ultima? Non mangiano: sono a dieta! Va bene così?
Forse, il problema non è questo.
Anche se avessero ridotto il numero di membri della Giunta, cosa cambierebbe?
Sembra che il paese stia vivendo giorni di grande fermento.
La scuola protesta. Lo sport protesta. I vigili protestano. I dipendenti comunali protestano. Gli albergatori protestano.
Persino i commercianti abbassano le saracinesche.
Quando, a urne ancora calde, l’intero paese acclamava Regine (“il meno peggio” del momento, si affermava), mi venne da pensare: eccola Forio! Un giorno per festeggiare e cinque anni per lamentarsi!
E i peggiori non sono i “soliti noti”, sempre più arroganti e strafottenti, (per usare le stesse espressioni dei commercianti nel loro manifesto), sempre più GONFI… sempre uguali e coerenti con se stessi…
I peggiori, lasciatemelo dire, sono i così detti “nuovi”. Quelli giacca e cravatta. Quelli che ricordano la “Milano da bere”. Quelli che si danno arie da persone intelligenti e pensanti. Quelli che si sforzano di apparire sempre rilassati e insieme impegnati… Quelli sempre calmi. Quelli anzi dall’aria serafica. Quelli che trovano sempre la parola giusta. Quelli brillanti e fisicamente in forma…
Già, i giovani… Mi avvicino ai quaranta e… come li invidio!…. e… pensare che c’è chi canta che si “nasce incendiario e si muore pompiere”. Beh, evidentemente per me e per altri la canzone non vale…
I “giovani” (salvo qualche eccezione) fanno a gara a chi si dimostra più rapace.
Scaltri e cinici, sgomitano con abilità e senza rumore al banchetto, vincendo spesso la gara a chi divora di più e meglio.
Pare che fra poco inizieranno a sbriciolare sedie e tavoli.
Poi si divoreranno a vicenda.
I più forti alla fine si cannibalizzeranno.
Non facciamoci illusioni. Poi tornano. Perché ce li mandiamo noi.
Insieme alla mentalità di sempre. Alla nostra mentalità di sempre.
Quando sarà, scuola, imprenditori, commercianti, dipendenti comunali, vigili e vigilini, sportivi e non sportivi voteranno ancora una volta per il “meno peggio”.
Cioè per il pessimo.
Un altro giorno per festeggiare. E poi altri cinque anni per lamentarsi.
Adoro questo periodo dell’anno. Le giornate sono più lunghe e calde. Mi piace tirar fuori il lettore mp3, mettermi comodo e passeggiare per le strade della mia cara e porca Forio. Se me la sento, mi metto persino a correre. La musica mi da la carica e arrivare a casa sudato e stanco mi aiuta a smaltire “u tùossc (che è più delle tossine). Il sole al tramonto, prima di lasciar spazio al buio e ritirarsi rassegnato, inonda i tetti delle case. Anche i gabbiani si preparano alla notte e, prima della nanna, si muovono frenetici alla ricerca di qualcosa da mangiare fra i rifiuti lasciati sulla spiaggia. Le barche dei pescatori uscendo dal porto mi ricordano che per tanti la “giornata” non è neppure iniziata. Penso a mio padre che faceva il pescatore quando le barche erano più piccole, perché i pesci li trovavi anche qui vicino. Com’è bella Forio a quest’ora! Quando il Torrione e la Chiesa del Soccorso e gli altri monumenti sono illuminati dall’ultimo raggio di luce che giunge dall’orizzonte. Quando il paese sembra acquietarsi e a una a una si accendono le luci delle case, e tutto per un attimo si ferma…. Com’è bella Forio! Ma perché vince la tristezza?
Arriva l’estate e fa più caldo. A me sembra che avanzi il deserto. Un deserto arido e insieme gelido.
Un freddo demenziale mi blocca la mente e forse il cuore.
Penso preoccupato al futuro, al diritto al lavoro, allo stipendio, alla mia famiglia, alle bambine. E c’è chi già oggi piange perché non ha il lavoro, è stanco di essere sfruttato, e giura che sarà l’ultima “stagione”, poi cambierà tutto e manderà a fare in culo l’albergatore sanguisuga. Penso a chi ha lo sfratto e ai sindaci, poverini, “preoccupati” per gli abbattimenti. Penso a chi ha il mutuo da pagare… e penso ad altro che non dico perché non voglio esagerare…
E mi chiedo: quanto durerà la notte?
Poi, visto che tutto si riduce ad una questione di apparato digerente, a me viene da gridare forte (e chiedo venia ai palati più sofisticati): andate a ca….re!

